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‘A ‘Nzegna

La festa della N’Zegna, che si teneva il giorno di San Lorenzo nel borgo di Santa Lucia, fu tra le ricorrenze più amate dai Napoletani. La tradizione ebbe origine nel ‘300, ma fu in epoca borbonica che la festa assunse importanza e una certa solennità in quanto collegata alle celebrazioni in onore della Madonna della Catena che si svolgevano nell’omonima Chiesa.

Il giorno della ‘Nzegna i “Luciani” indossavano una camicia di lana bianca ed un paio di brache di fustagno, ed erano molto orgogliosi che alla festa assistesse il re in persona. Una banda di musicisti preceduta dal classico Pazzariello guidava una processione che partiva dal Pallonetto diretta a Largo di Palazzo dove accoglieva una carrozza sulla quale sedeva una coppia nel ruolo di Ferdinando II e di Maria Carolina, seguita da un gruppo di popolani travestiti da dignitari. Questi ultimi, una volta giunti nei pressi di Castel dell’Ovo, venivano scaraventati in acqua per un bagno purificatore, detto ‘o calatone.

Dal corteo  si staccavano quattro o cinque persone che, tra la folla di curiosi individuavano alcuni “tipi soggetti”, li afferravano e trascinavano a mare  “incuranti delle implorazioni e persino dell’ angosciato annunzio “Guardate ca io m’ affogo , nun saccio natà!” per poi subito dopo ripescarli tra urla e sberleffi.  Sembra che il Re Ferdinando in persona assistesse alla festa e si molto divertito nel beffeggiare i malcapitati.

Secondo alcuni il significato del termine ‘Nzegna è insegnamento, ammaestramento al mare e agli scherzi del destino. Ma la tesi più accreditata vuole l’origine del nome nelle insegne variopinte che addobbavano i gozzi che seguivano la festa dal mare.

I “Luciani”(nativi del Borgo di Santa Lucia), storicamente lealisti e tra i migliori marinai e guardie del corpo alla casa regnante, continuarono ad essere fedeli alla Corona anche dopo il 1860 e manifestarono il loro legittimismo organizzando una mascherata annuale che si teneva il 15 luglio e nella quale riproponevano la vecchia festa della ‘Nzegna.

La tradizione è continuata fino al 1953, anno in cui ci fu un grave incidente, e mai più riproposta. Nelle ultime edizioni della festa un vecchio ed una popolana nei panni di Ferdinando e Maria Carolina seduti su una carrozza di gala, seguita da cortigiani e generali finti , riproducevano il corteo regale tra lazzi e schiamazzi. Nella vita di tutti i giorni la “coppia reale”, abitava a Pizzofalcone e aveva un “puosto” di meloni sulla Caracciolo, ma per tutti erano sempre ‘o Re e ‘a Regina da ‘Nzegna.

 

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